Solare termico: l’eclissi deve finire | Rinnovabili
Che alcuni mercati, come quello italiano, stiano attraversando un momento difficile è fuori discussione. Nonostante l’andamento positivo degli impianti di grandi dimensioni per il riscaldamento e il raffrescamento nel settore commerciale e di quelli utilizzati nel teleriscaldamento o per il calore di processo nell’industria, sul piatto della bilancia non può non pesare il calo registrato nei segmenti di mercato più tradizionali, come la produzione di acqua calda sanitaria nelle abitazioni unifamiliari. Come ribadito dal Presidente di ESTIF, Robin Welling, l’obbligo per l’Europa deve essere la semplificazione del sistema, oggi troppo decentralizzato e confuso. Oltre al fondamentale sforzo da parte dei governi per sfruttare a pieno il potenziale di questa fonte di energia rinnovabile, per Welling è necessario guardare le cose con una prospettiva positiva. Il settore gode di una buona immagine che però non si è tradotta in politiche concrete di sviluppo. I benefici, non solo ambientali, sono tanti: un euro investito nel solare termico, torna indietro maggiorato di 40 centesimi. Un’occasione che i governi dovrebbero cogliere al volo.
Benvenuti nel ns. mondo fatto di tutto ciò che riguarda energie alternative e prodotti per comfort domestico e per collettività.
venerdì 29 giugno 2012
mercoledì 27 giugno 2012
Via allo sconto del 50% per i lavori di ristrutturazione edilizia.Il Sole 24 ORE
Novità estremamente importante per il solare termico, la detrazione incentiverà maggiormente le ristrutturazioni e l'applicazione del solare termico.
Via allo sconto del 50% per i lavori di ristrutturazione edilizia. Domani sul Sole 24 Ore il focus sulle novità - Il Sole 24 ORE
Via allo sconto del 50% per i lavori di ristrutturazione edilizia. Domani sul Sole 24 Ore il focus sulle novità - Il Sole 24 ORE
martedì 26 giugno 2012
Conto Energia Termico: sarà la volta buona ?
Conto Energia Termico: bozza decreto, prime anticipazioni - Energia, Solare termico - GreenStyle
installazione di pannelli solari termici, anche abbinati sistemi di solar cooling (raffrescamento solare). In questo caso, la durata degli incentivi varierà a seconda della dimensione dell’impianto: 2 anni di sovvenzioni in caso di superficie solare lorda inferiore o uguale a 50 metri quadri, 5 anni per impianti più grandi.
Nel caso di interventi per migliorare l’efficienza energetica, invece, i sussidi statali saranno erogati solo per gli enti pubblici, mentre le famiglie e i privati cittadini dovranno continuare a fare riferimento al meccanismo della detrazione fiscale (che, salvo sorprese, sarà riconfermata solo fino al 30 giugno 2013 e con un’aliquota ridotta dal 55 al 50%).
In particolare, le amministrazioni pubbliche potranno approfittare del Conto Energia Termico in caso di: isolamento di superfici opache; sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore a condensazione; installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento fissi o mobili, non trasportabili, in edifici esistenti.
Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/conto-energia-termico-bozza-decreto-le-prime-anticipazioni-10412.html#ixzz1yuUVx2vC
installazione di pannelli solari termici, anche abbinati sistemi di solar cooling (raffrescamento solare). In questo caso, la durata degli incentivi varierà a seconda della dimensione dell’impianto: 2 anni di sovvenzioni in caso di superficie solare lorda inferiore o uguale a 50 metri quadri, 5 anni per impianti più grandi.
Nel caso di interventi per migliorare l’efficienza energetica, invece, i sussidi statali saranno erogati solo per gli enti pubblici, mentre le famiglie e i privati cittadini dovranno continuare a fare riferimento al meccanismo della detrazione fiscale (che, salvo sorprese, sarà riconfermata solo fino al 30 giugno 2013 e con un’aliquota ridotta dal 55 al 50%).
Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/conto-energia-termico-bozza-decreto-le-prime-anticipazioni-10412.html#ixzz1yuUVx2vC
mercoledì 6 giugno 2012
Obbligo acqua calda x riscaldamento o sanitaria
Per l'edilizia italiana scattano gli obblighi delle rinnovabili
L’edilizia italiana dovrà essere sempre più efficiente in campo energetico. D’ora in avanti, per costruire un nuovo edificio o ristrutturarne uno vecchio, si dovranno rispettare le misure previste dal decreto 28/2011 (quello sulle fonti rinnovabili che ha recepito la direttiva Ue del 2009). Tali misure, infatti, sono scattate per le richieste di titolo edilizio presentate dal 31 maggio 2012. A disciplinare il settore è l’articolo 11 del decreto, che introduce l’obbligo d’integrare le fonti alternative negli edifici di nuova costruzione e in quelli esistenti sottoposti a ristrutturazioni “rilevanti”. Rientrano in quest’ultima categoria gli edifici demoliti e ricostruiti, oltre a quelli con una superficie utile di almeno mille metri quadrati e ristrutturati integralmente.
Il decreto ha spalmato gli obiettivi in tre fasi: da ora e fino al 31 dicembre 2013, le fonti rinnovabili termiche dovranno coprire almeno il 20% dei consumi energetici stimati per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento. La percentuale salirà poi al 35% nel periodo 2014-2016 e al 50% dal 2017. Tutte queste cifre aumentano del 10% per gli edifici pubblici. Gli impianti termici, inoltre, dovranno sempre assicurare la metà dei consumi d’acqua calda sanitaria. Il decreto, quindi, assegna un ruolo di primo piano all’efficienza energetica e alle tecnologie come le pompe di calore e il solare termico; i diversi obblighi, infatti, non si possono rispettare installando impianti che producono esclusivamente elettricità, come il fotovoltaico o il mini eolico, impiegandola poi per alimentare dispositivi di riscaldamento e condizionamento. Tali obblighi, inoltre, decadono se l’edificio è collegato a una rete di teleriscaldamento capace di soddisfare l’intero fabbisogno di calore.
Per quanto riguarda le rinnovabili elettriche, bisogna installare una potenza che varia secondo l’ampiezza dell’edificio, moltiplicata per un coefficiente che aumenta in tre scaglioni. Il risultato è un kW ogni 80 metri quadrati da qui al 2013, per poi passare a 1 kW/65 m² nel periodo 2014-2016 e 1 kW/50 m² dal 2017. L’articolo 12 prevede anche un bonus volumetrico del 5%, per quei progetti che garantiscano una copertura dei consumi elettrici e termici superiore di almeno il 30% rispetto alle soglie minime indicate. Dai vari obblighi sono esclusi gli edifici vincolati per il loro valore storico e artistico: in questo caso, il progettista deve evidenziare che rispettando le prescrizioni si rischia di alterare la struttura architettonica sottoposta a tutela.
L’edilizia italiana dovrà essere sempre più efficiente in campo energetico. D’ora in avanti, per costruire un nuovo edificio o ristrutturarne uno vecchio, si dovranno rispettare le misure previste dal decreto 28/2011 (quello sulle fonti rinnovabili che ha recepito la direttiva Ue del 2009). Tali misure, infatti, sono scattate per le richieste di titolo edilizio presentate dal 31 maggio 2012. A disciplinare il settore è l’articolo 11 del decreto, che introduce l’obbligo d’integrare le fonti alternative negli edifici di nuova costruzione e in quelli esistenti sottoposti a ristrutturazioni “rilevanti”. Rientrano in quest’ultima categoria gli edifici demoliti e ricostruiti, oltre a quelli con una superficie utile di almeno mille metri quadrati e ristrutturati integralmente.
Il decreto ha spalmato gli obiettivi in tre fasi: da ora e fino al 31 dicembre 2013, le fonti rinnovabili termiche dovranno coprire almeno il 20% dei consumi energetici stimati per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento. La percentuale salirà poi al 35% nel periodo 2014-2016 e al 50% dal 2017. Tutte queste cifre aumentano del 10% per gli edifici pubblici. Gli impianti termici, inoltre, dovranno sempre assicurare la metà dei consumi d’acqua calda sanitaria. Il decreto, quindi, assegna un ruolo di primo piano all’efficienza energetica e alle tecnologie come le pompe di calore e il solare termico; i diversi obblighi, infatti, non si possono rispettare installando impianti che producono esclusivamente elettricità, come il fotovoltaico o il mini eolico, impiegandola poi per alimentare dispositivi di riscaldamento e condizionamento. Tali obblighi, inoltre, decadono se l’edificio è collegato a una rete di teleriscaldamento capace di soddisfare l’intero fabbisogno di calore.
Per quanto riguarda le rinnovabili elettriche, bisogna installare una potenza che varia secondo l’ampiezza dell’edificio, moltiplicata per un coefficiente che aumenta in tre scaglioni. Il risultato è un kW ogni 80 metri quadrati da qui al 2013, per poi passare a 1 kW/65 m² nel periodo 2014-2016 e 1 kW/50 m² dal 2017. L’articolo 12 prevede anche un bonus volumetrico del 5%, per quei progetti che garantiscano una copertura dei consumi elettrici e termici superiore di almeno il 30% rispetto alle soglie minime indicate. Dai vari obblighi sono esclusi gli edifici vincolati per il loro valore storico e artistico: in questo caso, il progettista deve evidenziare che rispettando le prescrizioni si rischia di alterare la struttura architettonica sottoposta a tutela.
martedì 22 maggio 2012
Solare termico: mercato con enormi potenzialità
Solare termico: mercato con enormi potenzialità | Tekneco
Il mercato nazionale del solare termico nel 2011 ha registrato una flessione stimata tra il 10 e il 20% rispetto al 2010, ma il settore ha enormi potenzialità di sviluppo. L’installato dello scorso anno è stato di circa 400mila mq e oggi la superficie totale di collettori solari termici è tra 2,5 e 3 milioni di metri quadrati.
Sono gli iter autorizzativi a ostacolare la realizzazione di impianti solare termici. Se il decreto legislativo 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili) venisse applicato la domanda di acqua calda negli edifici potrebbe essere coperta in maniera significativa e competitiva dal solare termico.
Nel corso del convegno è stato evidenziato che a oggi ci sono pochi dati in merito alla reale applicazione dell’obbligo di realizzare impianti solari termici in nuovi edifici o in quelli soggetti a ristrutturazione, poiché i Comuni non hanno il controllo della situazione. “Una mancanza grave anche a livello nazionale – ha detto Riccardo Battisti di Ambiente Italia, chairman del convegno – che mostra uno Stato incapace di monitorare l’applicazione delle leggi che emana”.
Dal punto di vista degli iter autorizzativi i piccoli impianti solari termici nelle aree non vincolate godono della semplificazione normativa poiché per realizzare l’impianto è richiesta solo richiedono solo una comunicazione. Dove si riscontrano maggiori incertezze e difficoltà è nelle aree vincolate. Qui le Sovraintendenze continuano a non voler fornire criteri standard per l’integrazione degli impianti.
Questo diventa un notevole problema per gli operatori, nonostante, nel convegno, si sia messo in evidenza che ormai sono tante le sentenze del TAR di segno opposto. Sentenze che equiparano il diritto della tutela del paesaggio al diritto della tutela ambientale nell’accezione del risparmio energetico.
Il mercato nazionale del solare termico nel 2011 ha registrato una flessione stimata tra il 10 e il 20% rispetto al 2010, ma il settore ha enormi potenzialità di sviluppo. L’installato dello scorso anno è stato di circa 400mila mq e oggi la superficie totale di collettori solari termici è tra 2,5 e 3 milioni di metri quadrati.
Sono gli iter autorizzativi a ostacolare la realizzazione di impianti solare termici. Se il decreto legislativo 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili) venisse applicato la domanda di acqua calda negli edifici potrebbe essere coperta in maniera significativa e competitiva dal solare termico.
Nel corso del convegno è stato evidenziato che a oggi ci sono pochi dati in merito alla reale applicazione dell’obbligo di realizzare impianti solari termici in nuovi edifici o in quelli soggetti a ristrutturazione, poiché i Comuni non hanno il controllo della situazione. “Una mancanza grave anche a livello nazionale – ha detto Riccardo Battisti di Ambiente Italia, chairman del convegno – che mostra uno Stato incapace di monitorare l’applicazione delle leggi che emana”.
Dal punto di vista degli iter autorizzativi i piccoli impianti solari termici nelle aree non vincolate godono della semplificazione normativa poiché per realizzare l’impianto è richiesta solo richiedono solo una comunicazione. Dove si riscontrano maggiori incertezze e difficoltà è nelle aree vincolate. Qui le Sovraintendenze continuano a non voler fornire criteri standard per l’integrazione degli impianti.
Questo diventa un notevole problema per gli operatori, nonostante, nel convegno, si sia messo in evidenza che ormai sono tante le sentenze del TAR di segno opposto. Sentenze che equiparano il diritto della tutela del paesaggio al diritto della tutela ambientale nell’accezione del risparmio energetico.
Solare termico, Assolterm: «Nelle aree urbane è ancora un rebus
Solare termico, Assolterm: «Nelle aree urbane è ancora un rebus» - ECO dalle CITTA'
L'associazione sottolinea i problemi che ancora sussistono per lo sviluppo del solare termico nelle aree cittadine, soprattutto in quelle sottoposte a vincolo. Per prima cosa, chiede Assolterm, i ministeri competenti dovrebbero uniformare le proprie direttive
L'associazione sottolinea i problemi che ancora sussistono per lo sviluppo del solare termico nelle aree cittadine, soprattutto in quelle sottoposte a vincolo. Per prima cosa, chiede Assolterm, i ministeri competenti dovrebbero uniformare le proprie direttive
sabato 21 aprile 2012
La certificazione energetica degli edifici è un Far West all'italiana
La certificazione energetica degli edifici è un Far West all'italiana
Arriverà il conto energia termico? Le detrazioni fiscali del 55% diventeranno stabili anziché vivere di proroghe? Scatteranno nuovi obblighi per l'integrazione delle fonti rinnovabili nell'edilizia?
In Italia sono circa 19 milioni, di cui almeno sette milioni obsolete. Nel 2011 c'è stata una flessione nelle vendite di sistemi a condensazione, perché costano più cari delle caldaie tradizionali. La crisi si fa sentire anche qui e il caos legislativo non aiuta (domani Energia24.com pubblicherà un approdofondimento dedicato al tema).
Il Rapporto 2012 sulla certificazione energetica, coordinato dal Cti (Comitato termotecnico italiano), ha fotografato la situazione al 31 dicembre 2011. Il nostro problema è che abbiamo accolto la direttiva 2002/91 in modo parziale e spezzettato nelle varie regioni, tanto da meritarci una procedura d'infrazione Ue. Intanto dal primo febbraio 2012 è in vigore la direttiva 2010/31 che ha sostituito la precedente. Il risultato è che siamo sempre il Paese dei mille campanili, con regole, classi e sistemi di calcolo diversi nei vari territori. Eppure ci sono casi d'eccellenza, come lo standard CasaClima dell'Alto Adige.
Quali sono gli aspetti critici evidenziati dallo studio? Innanzi tutto, in ben dieci regioni (tra cui Abruzzo, Lazio, Umbria e Veneto) mancano leggi quadro in materia di certificazione; solamente quattro possiedono un catasto energetico (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta). Le procedure per calcolare la prestazione energetica degli immobili variano da zona a zona; la Lombardia e la Provincia autonoma di Bolzano non utilizzano le norme tecniche nazionali del pacchetto UNI/TS 11300. La maggior parte delle regioni accetta l'autodichiarazione in classe G del proprietario; proprio su questo punto, la Commissione europea ha messo in mora lo Stato italiano.
Il rapporto ha censito oltre un milione e 300.000 attestati di certificazione energetica alla fine del 2011, il 51% provenienti dalla Lombardia. Solamente quest'ultima regione, insieme con il Piemonte, ha previsto sanzioni per la mancata consegna di questi documenti. Un altro nodo critico, emerso dal rapporto illustrato da Giuliano Dall'Ò del Politecnico di Milano, è l'attività di controllo, finora avviata in via sperimentale o del tutto trascurata. I controlli effettuati hanno portato alla luce un elevato numero di attestati non conformi. Proprio la nuova direttiva, però, stabilisce che le autorità nazionali devono istituire dei sistemi di controllo indipendenti, su una percentuale statisticamente indicativa degli attestati emessi ogni anno.
Arriverà il conto energia termico? Le detrazioni fiscali del 55% diventeranno stabili anziché vivere di proroghe? Scatteranno nuovi obblighi per l'integrazione delle fonti rinnovabili nell'edilizia?
In Italia sono circa 19 milioni, di cui almeno sette milioni obsolete. Nel 2011 c'è stata una flessione nelle vendite di sistemi a condensazione, perché costano più cari delle caldaie tradizionali. La crisi si fa sentire anche qui e il caos legislativo non aiuta (domani Energia24.com pubblicherà un approdofondimento dedicato al tema).
Il Rapporto 2012 sulla certificazione energetica, coordinato dal Cti (Comitato termotecnico italiano), ha fotografato la situazione al 31 dicembre 2011. Il nostro problema è che abbiamo accolto la direttiva 2002/91 in modo parziale e spezzettato nelle varie regioni, tanto da meritarci una procedura d'infrazione Ue. Intanto dal primo febbraio 2012 è in vigore la direttiva 2010/31 che ha sostituito la precedente. Il risultato è che siamo sempre il Paese dei mille campanili, con regole, classi e sistemi di calcolo diversi nei vari territori. Eppure ci sono casi d'eccellenza, come lo standard CasaClima dell'Alto Adige.
Quali sono gli aspetti critici evidenziati dallo studio? Innanzi tutto, in ben dieci regioni (tra cui Abruzzo, Lazio, Umbria e Veneto) mancano leggi quadro in materia di certificazione; solamente quattro possiedono un catasto energetico (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta). Le procedure per calcolare la prestazione energetica degli immobili variano da zona a zona; la Lombardia e la Provincia autonoma di Bolzano non utilizzano le norme tecniche nazionali del pacchetto UNI/TS 11300. La maggior parte delle regioni accetta l'autodichiarazione in classe G del proprietario; proprio su questo punto, la Commissione europea ha messo in mora lo Stato italiano.
Il rapporto ha censito oltre un milione e 300.000 attestati di certificazione energetica alla fine del 2011, il 51% provenienti dalla Lombardia. Solamente quest'ultima regione, insieme con il Piemonte, ha previsto sanzioni per la mancata consegna di questi documenti. Un altro nodo critico, emerso dal rapporto illustrato da Giuliano Dall'Ò del Politecnico di Milano, è l'attività di controllo, finora avviata in via sperimentale o del tutto trascurata. I controlli effettuati hanno portato alla luce un elevato numero di attestati non conformi. Proprio la nuova direttiva, però, stabilisce che le autorità nazionali devono istituire dei sistemi di controllo indipendenti, su una percentuale statisticamente indicativa degli attestati emessi ogni anno.
martedì 3 aprile 2012
Comuni Rinnovabili 2012 | Legambiente
Leggi quanto solare termico è adottato nel tuo comune ed il rapporto annuale effettuata da Legambiente per il 2011.
Comuni Rinnovabili 2012 | Legambiente
Comuni Rinnovabili 2012 | Legambiente
Firenze, nel solare termico svetta il Comune di Marradi
Energia: Firenze, nel solare termico svetta il Comune di Marradi - - liberoquotidiano.it
Il comune di Marradi in provincia di Firenze vince in Italia con 17.939 mq di pannelli solari termici installati, per una media di 5,4 mq per abitante.
Tenendo presente che il collettore più utilizzato in Italia è da 2,1 mq, ciò vuol dire oltre 8500 collettori ovvero un pò più di 2 collettori a famiglia.
Il comune di Marradi in provincia di Firenze vince in Italia con 17.939 mq di pannelli solari termici installati, per una media di 5,4 mq per abitante.
Tenendo presente che il collettore più utilizzato in Italia è da 2,1 mq, ciò vuol dire oltre 8500 collettori ovvero un pò più di 2 collettori a famiglia.
martedì 27 marzo 2012
ClimaCalc - Application Android
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Clima Calc è adatto per applicazioni residenziali e commerciali dove non esistono condizioni di utilizzo particolari.
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